In una discoteca ci trovammo a parlare come accade tra due connazionali che si incontrino in terra straniera e di lingua oscura; è difficile adesso riportare come ci “fiutammo” a sensazione ma, su questo, vi chiedo di credermi sulla parola.

Anche lei, come tutti noi, aveva ed ha più di una vita che si mischiano e finiscono con l’influire l’una nell’altra anche se, non vi sembri strano, sono l’una lontana e diversa dall’altra, per non dire all’opposto.
Un amore da una parte, lontano ed irraggiungibile e, per questo, malinconico ed infelice, una storia tormentata dove si avvicendano illusioni e disillusioni, la cui unica fonte di vita è rappresentata da segnali, timidi e blandi, di uno sperato interesse che tarda a manifestarsi pienamente.
Dall’altra parte un frenetico rincorrersi di storie fuggevoli e incontri di sesso, condividendo il piacere estremo di darsi senza freni, ricercando anzi nelle pieghe e nei risvolti del proprio desiderio il limite estremo per ricavarne il gusto di oltrepassarlo ancora una volta.
Non cadete nell’equivoco, l’una vita non è rivalsa dell’altra ma convivono ed entrambe sono volute e cercate, ciascuna risponde ad un suo bisogno: la voglia di sentirsi donna insieme a quella di sentirsi femmina. Per quanto un uomo possa capire, uno di questi due aspetti non può, da solo, ricomprendere l’altro; che poi si riescano a vivere con lo stesso uomo o con più d’uno è altra storia.

Ho lungamente conversato di questo con parecchie donne, non soltanto con l’amica di cui sto narrando; i punti di vista sono davvero sorprendenti e varrebbe la pena che ciascun uomo li conoscesse, che ciascuna donna sapesse che si possono esprimere senza cadere nei luoghi comuni dettati dall’ipocrisia, dal finto moralismo o dal pudore che teme il giudizio.
Nessuna di queste donne ha detto cose banali né me lo ha rimproverato ma tutte, in assoluta libertà, hanno saputo esprimere quanto sentivano dentro avvertendo, con piacere, di non essere giudicate ma soltanto ascoltate.
Mi piacerebbe davvero potere riportare qui la prova tangibile di ciò di cui sto parlando ma, ne sono certo, non riuscirei a farlo nel modo appropriato e non renderei giustizia ai pensieri che stanno dietro questi sentimenti. Ciò che posso fare è mettere questo spazio a disposizione della mia amica e di tutte le altre donne, che conosco o che non ho mai incontrato, che condividono o disprezzano questa tesi, per ospitare non solo i loro commenti ma anche gli scritti sull’argomento che vorranno affidarmi, per postarli in loro vece. Uomini vi suggerisco, per una volta, di ascoltare.